Un weekend primaverile nelle Langhe

Una terra di umili origini trova nelle sue radici preziosa nobiltà…

Colline sinuose come onde lunghe del mare raccolte nell’abbraccio imbiancato delle Alpi Marittime e Cozie. Protette all’interno di un naturale anfiteatro, le Langhe fluttuano a occidente e a meridione decorate da veleggianti vigneti e noccioli che circondano manieri e borghi del tardo medioevo.
Questo è il paesaggio che ci appare durante una gita di inizio primavera tutta dal sapore tipicamente familiare. Incominciando da Alba, capoluogo pulsante e non frenetico d’incontri, si percepisce una qualità di vita intrecciata e legata ancestralmente alle sue origini. Visitarne le fondamenta romane è un punto di partenza per conoscere il passato e l’evoluzione moderna di questa sorprendente regione.
Una terra ospitale che non tradisce le umili origini e che ha saputo laboriosamente e caparbiamente guadagnarsi il riconoscimento internazionale grazie ai frutti della terra antichi quanto ella stessa.
Dalle preziose vitis vinifera nascono vini espressivi di fierezza e orgoglio. Pur nella loro nobiltà non disdegnano di abbinarsi alla gastronomia di gran compagnia: che sia una ricorrenza in famiglia oppure un allegro convivio tra amici, con una fetta di salame cotto oppure una saporita fonduta di Castelmagno, o ancora un buon brasato di Fassona, il Dolcetto e la Barbera d’Alba e i più consistenti Nebbiolo e Barolo amano stare tra la gente comune a raccontare la storia della propria vita. La visita al Museo del Vino a Barolo è d’obbligo per farci sentire ancora meno ospiti ma attori protagonisti di questa esperienza.
Se il tartufo è il re delle colline, le regine incontrastate sono sicuramente le nocciole IGP del Piemonte. Trovano degna dimora sugli acclivi tutt’attorno al Tanaro e sorprendono per il delicato profumo e sono prelibate per il gusto intenso. Passeggiando tra i panoramici borghi di La Morra e Serralunga i noccioli si alternano ai vigneti con regolare continuità. Una visita al maniero di Grinzane Cavour è un ritorno al passato da cui nasce la storia recente d’Italia e della sua esperienza enologica. Se a raccontarvela sarà lo stesso Camillo Benso Conte di Cavour…non potremmo poi che brindare alla nostra gita ricordandoci che…“dall’infinitamente grande al microscopico tutto il vivente è composto della stessa materia, congiunta in miliardi di possibili combinazioni: i semi, l’uva, la vigna, il vino stesso sono costituiti dell’identica materia che vive dentro di noi, complessi intrecci di filamenti di DNA” (cit. MuWi).

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Orari di Apertura

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Sabato
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